DPI del mouse: cosa conta e cosa è marketing
Su qualsiasi scheda prodotto di un mouse, il numero più grande è quello dei DPI. È anche quello che influisce meno sulla vostra esperienza d'uso. Vale la pena capire che cosa misura, perché una volta chiarito restano tre specifiche che contano davvero.
Che cosa sono i DPI
DPI significa punti per pollice: quanti pixel percorre il cursore quando spostate il mouse di un pollice sul tavolo. Un valore alto significa che il cursore attraversa lo schermo con un movimento minimo della mano.
Il punto è che questa sensibilità è regolabile via software su qualsiasi sistema operativo, e la maggior parte delle persone usa valori bassi: qualche centinaio, fino a circa 1600 DPI per uno schermo ad alta risoluzione.
Un mouse dichiarato «26000 DPI» offre quindi un margine che quasi nessuno utilizza. Non è una specifica falsa, è una specifica irrilevante oltre una certa soglia — un po' come la velocità massima segnata sul tachimetro di un'auto.
Le tre specifiche che contano davvero
1. La forma e la taglia
È il fattore che determina se userete ancora quel mouse tra un anno. Un corpo troppo piccolo per la vostra mano costringe a una presa raccolta, con le dita che lavorano al posto del polso; un corpo troppo grande impedisce di appoggiare il palmo.
La regola pratica: se lo userete per lunghe sessioni di lavoro, cercate un corpo alto che sostenga il palmo. Se vi serve un mouse da borsa per il portatile, un modello compatto è la scelta giusta proprio perché lo userete a intervalli brevi — come nel caso del Logitech M185.
2. Il tipo di connessione
| Tipo | Vantaggio | Limite |
|---|---|---|
| Ricevitore USB 2.4 GHz | Nessun ritardo al risveglio, funziona prima dell'avvio del sistema | Occupa una porta USB-A, il ricevitore si può perdere |
| Bluetooth | Nessuna porta occupata, funziona con tablet e telefoni | Piccolo ritardo al risveglio, riassociazioni occasionali |
| Cavo | Niente batterie, nessuna latenza | Il cavo |
Su un portatile moderno con sole porte USB-C, il ricevitore richiede un adattatore: è un motivo concreto per preferire il Bluetooth. I modelli che supportano entrambi risolvono il problema, e in genere costano poco di più.
3. L'alimentazione
Batteria sostituibile o ricaricabile integrata non è una questione di comodità ma di durata del prodotto. Con la batteria sostituibile, quando finisce si cambia; con la cella integrata, quando la cella smette di tenere la carica, in genere si cambia il mouse.
Le specifiche di cui non preoccuparsi
- DPI oltre qualche migliaio. Per il lavoro d'ufficio non cambiano nulla.
- Frequenza di polling elevata. 1000 Hz contro 125 Hz è una differenza percepibile solo nei giochi competitivi.
- Numero di pulsanti programmabili. Utili solo se sapete già a che cosa assegnarli; altrimenti sono pulsanti premuti per sbaglio.
- Illuminazione RGB. Non incide su nulla, e sui modelli senza filo consuma batteria.
Una specifica sottovalutata: il rumore
I modelli con interruttori silenziosi esistono in tutte le fasce e costano poco di più. In un ufficio condiviso, in una stanza dove qualcuno dorme o durante una videochiamata, sono la caratteristica che noterete ogni giorno — molto più dei DPI.