Sicurezza dei power bank: cosa controllare e cosa evitare
Un power bank è, in sostanza, una batteria al litio da diverse decine di wattora che vive dentro uno zaino. La stragrande maggioranza di quelli in vendita è perfettamente sicura. I casi problematici, però, hanno caratteristiche ricorrenti, e riconoscerle prima dell'acquisto richiede meno di un minuto.
Il segnale più affidabile: numeri troppo belli
Una cella al litio ha una densità di energia fisicamente limitata. Ne consegue un vincolo pratico: capacità elevata e peso ridotto non possono coesistere. Un power bank onesto da 20000 mAh pesa in genere tra 350 e 450 grammi.
Se un annuncio dichiara 20000 mAh in un oggetto da 150 grammi grande come un telefono, la capacità dichiarata non corrisponde a quella reale. Nel caso più benigno avete comprato un 5000 mAh pagandolo come un 20000. In quello peggiore il costruttore che ha mentito sulla capacità ha risparmiato anche sui circuiti di protezione.
Lo stesso vale per la potenza: 100 W dichiarati su un prodotto che costa quanto un modello da 18 W non sono credibili. Come si legge correttamente la capacità è spiegato in perché un power bank non dà mai la capacità dichiarata.
Che cosa cercare in una scheda prodotto
| Segnale positivo | Perché conta |
|---|---|
| Wattora (Wh) indicati | È l'unità corretta; chi la dichiara ha misurato davvero il prodotto |
| Peso dichiarato coerente | Permette il controllo di plausibilità descritto sopra |
| Marchio CE e certificazioni di trasporto | Obbligatorie per la vendita nell'Unione Europea |
| Protezioni elencate | Sovraccarico, cortocircuito, sovratemperatura: un produttore serio le nomina |
| Marca identificabile e assistenza | Se qualcosa va storto, c'è qualcuno a cui rivolgersi |
I segnali di allarme durante l'uso
Un power bank in servizio dà preavviso prima di diventare un problema. Tre segnali richiedono di smettere di usarlo subito:
- Il guscio si gonfia o non appoggia più piatto. È il segnale più importante in assoluto: significa che la cella sta producendo gas. Non va ricaricato ancora, nemmeno una volta.
- Calore anomalo. Un po' di calore in ricarica rapida è normale. Un dispositivo che scotta al punto da non poterlo tenere in mano, o che si scalda anche da fermo, no.
- Odore acre o rumori. Sibili, scoppiettii o odore chimico sono motivo di allontanamento immediato da materiali infiammabili.
Buone abitudini che contano davvero
- Non ricaricarlo sotto il cuscino o sotto le coperte. La dissipazione del calore è parte del progetto: coprirlo la annulla.
- Non lasciarlo in auto d'estate. L'abitacolo supera facilmente le temperature previste per le celle al litio.
- Evitare di scaricarlo sempre a zero. Le celle al litio invecchiano meglio se restano nella fascia intermedia di carica.
- Usare un cavo adeguato. Un cavo scadente scalda e limita la corrente, ed è la causa di molti problemi attribuiti alla batteria.
Aereo e smaltimento
I power bank vanno sempre in bagaglio a mano, mai in stiva: in cabina un eventuale problema è visibile e gestibile. Il limite generalmente applicato è 100 Wh, sotto il quale rientrano tutti i modelli fino a circa 27000 mAh; verificate comunque le regole della compagnia.
A fine vita non vanno nell'indifferenziata. Sono rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e vanno conferiti nei punti di raccolta appositi o restituiti al rivenditore.